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Petizione
ragazzi con disabilita' : dubbi e domande
di Osservatorio
Ma per reintegrare le ore di sostegno non era sufficiente
rivolgersi ai TAR, che negli anni scorsi hanno gia' emanato
molte ordinanze che imponevano il rispristino delle ore di sostegno
per i ragazzi le cui famiglie presentavano ricorso?
In
effetti negli ultimi anni, quando la misura era di tipo amministrativo
(ordinanze ministeriali e conseguenti decisioni degli uffici
scolastici regionali) era possibile ricorrere ai TAR che - richiamandosi
alla Costituzione - annullavano il ridimensionamento delle ore
di sostegno. Tuttavia, con la trasformazione in legge del provvedimento,
i TAR non sono piu' competenti.
Chi
e' il responsabile della trasformazione in legge di questa misura?
Il
governo Prodi con la finanziaria 2008 approvata nel 2007 ed
il governo Berlusconi con la finanziaria 2009 approvata nel
2008. I tagli alle ore dei ragazzi disabili sono infatti inserite
nelle misure finalizzate al risparmio sui conti dello Stato
(ci si permetta un commento: ma non c'erano davvero altri capitoli
di spesa su cui tagliare?)
Come
mai, pur essendo stata la misura approvata gia' nel dicembre
2007, una petizione soltanto adesso?
La
norma era nascosta fra le migliaia di commi della legge (precisamente
comma 413 e 414 dell'art. 2 della finanziaria), quindi non e'
stata notata (forse nemmeno dagli stessi parlamentari che l'hanno
approvata) ne' i suoi effetti sono stati subito evidenti. La
portata del provvedimento e' quindi emersa quando i TAR, cui
le famiglie dei ragazzi privati di un adeguato sostegno si rivolgevano,
hanno cominciato a dichiarare l'impossibilita' di intervenire
su un provvedimento adottato dagli uffici scolastici in ottemperanza
ad una legge e non piu' ad una disposizione amministrativa.
Quindi
i TAR non possono agire. Chi potrebbe farlo?
Alcune
province e regioni si stanno attrezzando per evitare gli effetti
negativi della norma, integrando a proprie spese le ore di sostegno
per questi ragazzi. Si tratta pero' di iniziative locali e limitate
nel tempo che comunque colmano un bisogno, non incidono sulla
legge. A livello nazionale, quindi, sarebbe necessaria una pronuncia
di incostituzionalita' dei commi richiamati piu' sopra e degli
analoghi commi della nuova finanziaria. Per far cio' occorre
che nell'ambito di un procedimento giudiziario venga presentata
alla Corte Costituzionale un'eccezione di legittimita', ma i
tempi per l'intera trafila sono tali che i ragazzi resterebbero
senza adeguato sostegno tutto quest'anno e oltre. Ecco perche'
intendiamo rivolgerci alle massime cariche dello Stato ed al
ministro dell'Istruzione perche' si provveda direttamente e
tempestivamente a correggere la norma incriminata.
Ma
il Capo dello Stato non ha recentemente dichiarato di non voler
intervenire sulle riforme della scuola dato che esse sono responsabilita'
dei governi proponenti?
Certo,
ma in quel caso (la legge di riforma della scuola) si parlava
di misure opinabili, frutto di diverse visioni della gestione
scolastica (ad es maestro unico o meno) o anche di diverse visioni
ideologiche. Riguardo all'oggetto della petizione - che discende
dalla norma inserita in finanziaria - stiamo parlando invece
di una disposizione di legge che lede i diritti costituzionali
dei giovani e giovanissimi con disabilita' grave, quindi non
si tratta di valutazioni politiche di parte, ma della difesa
dei diritti sanciti dalla Costituzione, che e' prerogativa del
Capo dello Stato.
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